Arriva la prima sigaretta elettronica tutta “Made in Italy”

12.06.2013 12:56

Realizzata dalla Italeco di Moncalieri

"Sigaletta elettlonica? No grazie". Soprattutto se di elettronico nel tubetto cinese c'è ben poco. L'idea di progettare e far nascere la prima sigaretta elettronica completamente “made in Italy” e allo stesso tempo – due primati in uno - la prima sigaretta “davvero” elettronica, quindi intelligente quasi quanto uno smartphone, è venuta a tre amici, tre giovani imprenditori con 20 anni di innovazioni tecnologiche alle spalle. Prima della e-cig “a chilometri zero” ed “ecosostenibile”, Marco Torello, Federico Pastore e Riccardo Bonardi e la loro Italeco, una quarantina di dipendenti a Moncalieri, alle porte di Torino, avevano dato una mano al pianeta – e anche alla new economy – con un'altra idea "eco-tecnologica" di successo: microchip nuovi di zecca per rigenerare le cartucce esaurite delle stampanti, quelle con toner, le più costose e le più inquinanti.Avevano portato il loro progetto a Parigi e un investitore inglese ci puntò su. Da dieci anni i “chip” Italeco vanno forte in Italia, Spagna e Gran Bretagna. 

 


È proprio durante uno dei viaggi di lavoro nella Repubblica Popolare Cinese che si imbattono nell'oggetto sulla bocca di tutti, la sigaretta 2.0, e si accorgono che di elettronico l'e-cig “made in China” ha ben poco: la resistenza è elettrica, il sensore di tiro un circuito stampato “low-cost” e ci sono troppi cavi a rischio di surriscaldamento. “Serviva più elettronica, più sicurezza, più creatività italiana”, spiega Riccardo Bonardi. In poco più di 12 mesi mettono a frutto il loro know-how in fatto di elettronica miniaturizzata e sfornano il primo prodotto, appena presentato (sarà in vendita dall'inizio di luglio). Estetica minimal ed elegante, la “carrozzeria” è in alluminio riciclato – leggerissimo e forse un po' delicato -, la nuova e-cig si chiama “Big Battery” perché più simile ad un “sigaro elettronico” nelle proporzioni: più voluminosa delle e-cig in circolazione – strizza l'occhio a svapatori esperti – perché monta batterie più potenti, che quindi danno performance migliori in fatto di “nuvole” e assicurano agli intenditori, che ormai si fanno strada, lussuose svapate domestiche. Vero fiore all'occhiello è il “cuore” elettronico, un “processore” che incorpora una serie di funzioni persino eccessive rispetto all'oggetto.  

 


A parte data e ora, un bottone a cloche permette di settare il “voltaggio” della batteria, che tra l'altro riesce a conservare la stessa “potenza di fumo” anche quando sta per scaricarsi, oppure di modularlo per avere più o meno vapore. Utilissima la funzione che manda in blocco la sigaretta dopo 5 secondi di uso ininterrotto: una funzione salva-boccata e salva-sigaretta. Un prodotto di alta fascia, che in fase di lancio verrà venduto nei negozi della catena ePipe e “al quale seguirà dopo l'estate quella da passeggio – continua Torello - mentre adesso volevamo creare una fuoriserie delle e-cig, dotata di una vera interattività che può assistere lo svapatore anche in un personale programma per ridurre il fumo collegando la sigaretta direttamente al pc per scaricare le statistiche sul numero di tiri giornaliero, settimanale e mensile o per aggiornare il firmware con le nuove funzioni che rilasceremo in futuro”. 

 


Un altro problema da usare a proprio vantaggio era quello della sicurezza. “Abbiamo voluto creare una sigaretta che fosse 'italiana' soprattutto negli standard di produzione e nell'attenzione ai particolari – spiega Federico Pastore – e che fosse la risposta efficace a tutti i problemi fin qui riscontrati su molte delle sigarette di importazione cinese, come un eccessivo surriscaldamento o una produzione modesta di vapore. Il fatto di averla prodotta tutta qui, in Piemonte, regione leader nel campo della sigaretta elettronica, è un vanto – conclude Pastore - per un territorio che continua a fare ricerca e innovazione”.

 

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