Fumo, Veronesi contro il governo

05.11.2013 17:04

Secondo l'oncologo, la necessità di fare cassa ha spinto l'esecutivo ad aumentare la tassazione sulla e-cigarette, dimenticando però i costi altissimi provocati dal tabacco in termini di vite umane e di spesa sanitaria. Appello al ministro. "Si potrebbero salvare 30mila persone all'anno in Italia

 

MILANO - "Sulla sigaretta elettronica, il governo rema contro". Umberto Veronesi torna a criticare la tassazione decisa dal governo sulle sigarette elettroniche, ribadendo la sua opinione secondo la quale la e-cigarette rappresenterebbe per molte persone una possibilità per smettere di fumare o per lo meno ridurre il numero delle sigarette con tabacco, che rappresentano la prima causa del carcinoma polmonare.

Veronesi ha parlato oggi a Milano a margine di un incontro all'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) in cui sono stati presentati i risultati di uno studio pilota sulla sigaretta elettronica: "Ho incontrato il ministro Lorenzin, entusiasta della e-cig, qualche giorno fa - ha detto l'oncologo - e le ho chiesto di impegnarsi a diffondere questa sigaretta. Lunedì la incontrerò di nuovo e gliene riparlerò". 

"La moda della e-cig - ha osservato Veronesi rispondendo a una domanda - si è ultimamente sgonfiata e molti negozi hanno chiuso perché il governo 'rema contro' e, avendo introdotto una tassazione del 58%, ha fatto sparire molti produttori. Certo, lo Stato ci guadagna di più con le sigarette tradizionali, senza pensare però che ogni anno spende tre miliardi di euro per curare i 50 mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo".

Secondo Veronesi, "la sigaretta elettronica non è cancerogena" e sarebbe bene venisse chiamata sigaretta "senza tabacco". Infatti, ha detto l'oncologo a SkyTg24, "non c'è combustione di carta e tabacco", che libera 13 composti cancerogeni. Per questo, "possiamo dire che la sigaretta elettronica non è cancerogena". A parere dello scienziato,
bisognerebbe diffondere fra i fumatori una e-cig, certamente super controllata nei suoi parametri principali, al punto da ipotizzare distributori automatici di 'tabacco-free-cigarette'.

"Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco, le sigarette elettroniche - si dice convinto Umberto Veronesi - , salveremmo almeno 30.000 vite all'anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Oggi stiamo dibattendo del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo - ha aggiunto - abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all'Istituto europeo abbiamo deciso di farlo".

"Il dibattito sulla sigaretta tobacco free - ha continuato l'ex ministro - si è concentrato soprattutto sul mercato: chi le deve vendere, quali interessi nascondono e se lo Stato ci deve, o può, guadagnare; pochi si sono soffermati sul cuore della questione: la salute dei cittadini. Le centinaia di morti quotidiane dovute al tabacco vengono ignorate ed è ignorato il loro dolore. Addirittura il nostro Stato, attraverso il Monopolio sui pacchetti di sigarette, lucra su questa tragedia invece di combatterla con ogni mezzo che la ricerca scientifica mette a disposizione".

 

FONTE: www.repubblica.it

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