Gli scienziati italiani scrivono all’Iss: «No alla guerra alle sigarette elettroniche»

09.10.2014 19:04

Invece di terrorizzare i consumatori con allarmanti storie di possibili rischi tossicologici sarebbe più ragionevole, da parte delle istituzioni sanitarie nazionali ed internazionali, lavorare nella direzione di migliorati standard di qualità e sicurezza». Ad affermarlo, parlando di sigarette elettroniche, sono Carlo Cipolla dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Riccardo Polosa dell’Università degli Studi di Catania, Umberto Tirelli dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano e Umberto Veronesi dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, in una lettera inviata a Roberta Pacifici, direttore dell’OSSFAD – Osservatorio Fumo, Alcol e Droga - dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Nella lettera Cipolla, Tirelli e Veronesi esortano l’Iss a riflettere sull'applicazione acritica del principio di precauzione alla sigaretta elettronica, e propongono di realizzare studi scientifici che approfondiscano le conoscenze sul tema. 

Secondo i firmatari della lettera «la guerra alle sigarette elettroniche nuoce solo ai fumatori». Niente allarmismi, dunque, ma studi per migliorare gli standard di qualità e la sicurezza. «All’Istituto Europeo di oncologia – ha spiegato Carlo Cipolla, Direttore della Divisione di Cardiologia dello IEO - abbiamo utilizzato, all’interno di uno studio clinico, sigarette elettroniche del tutto prive di nicotina, e che costituiscono un protocollo accettato dall’ agenzia americana più rigorosa nell’analisi e nella classificazione ufficiale degli studi clinici autorizzati (clinicaltrials-gov). I nostri risultati in termini di disassuefazione sono straordinari e non è stata rilevata nessuna tossicità. Certamente sul mercato, che non è ancora completamente regolamentato e controllato (soprattutto quello via web), è ancora possibile trovare alcuni tipi di sigaretta elettronica non totalmente a norma, per cui il consiglio è di riferirsi esclusivamente a prodotti venduti nelle Farmacie, sigarette elettroniche senza nicotina, confezioni originali e col marchio CE».

In merito è intervenuto anche Riccardo Polosa, docente dell’Università degli Studi di Catania, mettendo in guardia dai pericoli derivanti da una regolamentazione sproporzionata delle e-cig: «La guerra all’e-cig in Italia ha chiaramente e prevedibilmente provocato una netta ripresa del tabagismo. Il Governo italiano dovrebbe invece muoversi verso una regolamentazione proporzionata dell’e-cig, che tenga conto delle evidenze scientifiche, per evitare ulteriori conseguenze indesiderate e difficilmente recuperabili. Norme equilibrate che puntino alla tutela del consumatore senza lederne la libertà di scelta – ha aggiunto – potrebbero davvero far diminuire drasticamente i dati sul tabagismo e soprattutto il numero di persone che soffrono e muoiono a causa della malattie fumo correlate».

Tirelli ha infatti ricordato come nei Paesi come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna «dove non si è assistito alla criminalizzazione e alle vessazioni fiscali delle sigarette elettroniche come in Italia, si sta assistendo ad un calo del consumo delle sigarette tradizionali e parallelamente ad un incremento delle sigarette elettroniche, sicuramente meno cancerogene di quelle tradizionali. Questa tendenza – ha specificato - si tradurrà in una diminuita incidenza di tumori causati dalla combustione di tabacco e carta e conseguenti sostanze cancerogene inalate con le sigarette tradizionali». 

La diffusione della sigaretta elettronica porterebbe così anche a una riduzione delle morti legate alle patologie fumo-correlate, come dimostrerebbero le ricerche dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. “Il solo tumore del polmone provocato dal tabacco uccide 2 milioni di persone all’anno nel mondo, di cui 40.000 in Italia, senza contare le morti per altri tumori legati al fumo, o per danni cardiocerebrovascolari. Se per ipotesi tutti i fumatori di sigarette tradizionali passassero alla sigaretta senza tabacco, si otterrebbe a breve una riduzione drastica di queste morti”, ha affermato Veronesi. «La sigaretta elettronica, infatti – ha spiegato -, simula la gestualità della sigaretta ma non contiene il tabacco che è la ragione della sua alta cancerogenicità. Riteniamo quindi che sia uno strumento efficace per contrastare la gravissima tragedia del cancro del polmone». 

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