Sangalli (Pd): Mef faccia chiarezza sulle mancate entrate

24.04.2014 10:11

Il settore delle sigarette elettroniche è sospeso, in “stand-by” per utilizzare le parole del senatore Gian Carlo Sangalli (Pd), vice presidente della commissione Bilancio e autore dell’emendamento che a dicembre proponeva di ridurre l’imposta di consumo dal 58,5 al 25 per cento del prezzo di vendita sui soli liquidi o ricariche per sigarette elettroniche. Ma quell’emendamento non passò. In Aula, durante il voto di fiducia la maggioranza, di fatto quindi il suo stesso partito, votò contro e il provvedimento che imponeva un’imposta del 58,5 per cento a sigarette elettroniche, liquidi con e senza nicotina, accessori vari, divenne realtà a partire dal primo gennaio gennaio. Da allora a oggi un fatto importante: il Tar il 2 aprile scorso, oltre a confermare la sospensiva di tutta la normativa, incluso dunque il versamento della maxi-imposta, ha rinviato al giudizio della Corte costituzionale la legittimità della norma. E intanto “ad oggi non risulta che l’erario abbia incassato alcunché, facendo venire meno le coperture previste per lo spostamento dell’aumento Iva della scorsa estate” afferma Sangalli, che non ha rinunciato al progetto di dicembre di migliorare la normativa sulle sigarette elettroniche, tanto che ha presentato in Aula un’interrogazione rivolta al ministro Padoan in cui chiede al governo di risolvere quello che non solo a detta degli operatori del settore, ma anche dello stesso Senatore, “è stato un errore. In maniera meccanica si è scelto di applicare le regole che valevano per il tabacco ad un settore nuovo, del tutto diverso e che, evidentemente, non si conosceva abbastanza. C’è sicuramente stata qualche incomprensione del settore da parte delle direzioni del ministero a cui è necessario porre rimedio viste le entrate in stand-by, il blocco del settore e le migliaia di posti di lavoro a rischio. Prima hanno iniziato a chiudere i punti vendita che in poco tempo avevano dato lavoro a migliaia di italiani, adesso anche le aziende produttrici si trovano in serie difficoltà perché non hanno più la possibilità di programmare le proprie attività” continua il senatore. 

“Non buttiamo via un intero settore economico del nostro paese”. E anche per questo, si legge nell’interrogazione, Sangalli chiede al ministro Padoan quale dipartimento del suo dicastero fosse all’epoca incaricato a svolgere l’analisi sull’impatto dell’imposta di consumo sul mercato della sigaretta elettronica che non sembra abbia fornito “un quadro certo sugli introiti” – al cui riguardo già il Servizio Bilancio del Senato aveva sollevato questioni la scorsa estate - e se “non si ritenga utile avviare una consultazione con le principali associazioni del settore come già fatto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Una consultazione, un tavolo di lavoro di lavoro congiunto è ciò che del resto da sempre chiedono le principali associazioni del settore: Anafe-Confindustria, che riunisce i produttori di liquidi e aromi per e-cig, e Fiesel-Confesercenti che rappresenta invece le migliaia di negozianti specializzati distribuiti sul territorio italiano. A dire il vero un tavolo di confronto il 12 febbraio scorso era stato aperto e in quella sede “l’esecutivo aveva compreso l’impossibilità di applicare un’imposta di consumo così elevata” dichiarano i presidenti delle due associazioni ringraziando Sangalli per aver raccontato ”in modo chiaro quello che si potrebbe definire un chiaro tentativo di distruggere un settore mettendo peraltro a rischio le entrate dello Stato, e per aver fatto presente che al momento il settore vive una fase di incertezza”. La caduta del governo Letta ha però bloccato il dialogo appena avviato. “Ci auguriamo che il sottosegretario Legnini – che ha appena ricevuto le deleghe delle questioni inerenti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – riprenda il lavoro avviato dal precedente governo affinché si possa permettere ad un intero settore di continuare a svilupparsi in Italia ed all’estero”. Questo l’ultimo commento delle associazioni, in sospeso come si diceva, impossibilitate a programmare le proprie attività di produzione e distribuzione di un prodotto e fiduciose in merito alle misure alternative che, a quanto risulta al senatore Sangalli, sarebbero attualmente allo studio del governo Renzi.

Fonte: www.ilvelino.it

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