Sigaretta elettronica solo in farmacia? Battaglia sulle regole a Bruxelles

21.06.2013 17:02

Le sigarette elettroniche stanno incendiando l’Unione europea. Bruxelles ha intenzione di regolare il nuovo strumento che sempre più persone utilizzano per fumare, ma gli stati sono indecisi su regole stringenti oppure una normativa lasca. Dietro le quinte i produttori di sigarette elettroniche, e quelli tradizionali, si danno battaglia a colpi di lobbismo.

 

DISCUSSIONE APERTA - Il Wall Street Journal riferisce della battaglia attualmente in corso all’interno dell’Unione europea per la regolamentazione delle sigarette elettroniche. Secondo il quotidiano finanziario è possibile che il nuovo apparecchio, che permette di inalare la nicotina come vapore, possa essere classificato come uno strumento medico. Se ciò avvenisse, le sigarette elettroniche dovrebbero essere sottoposte ad ulteriori  verifiche sui rischi che provocano per la salute, e in alcuni stati la loro diffusione sarebbe possibile solo tramite la vendita in farmacia. Questa proposta, attualmente discussa all’interno del Consiglio, il consesso che riunisce i governi degli stati membri, ha però poco consenso all’interno del Parlamento europeo, che punta ad una regolamentazione meno rigida. Al momento non esiste nessuna normativa comune all’interno dell’Ue, e la vendita delle sigarette elettroniche varia molto tra stato e stato. Se in alcuni paesi possono essere comprate senza limiti, altri invece hanno introdotto vincoli d’età e quantità massime di nicotina.

COME LE LIGHT - Il Wall Street Journal evidenzia come la discussione si sia accesa su più livelli. Da una parte ci sono i nuovi produttori di sigarette elettroniche, che sperano di non veder svanire la forte crescita del loro prodotto per colpa di una stretta regolamentare, auspicata dai big del tabacco così come da alcuni stati. Dall’altra parte ci sono i dubbi della comunità scientifica e degli attivisti anti fumo, che rimangono divisi sulle nuove sigarette elettroniche. Esiste un consenso sul fatto che il nuovo strumento sia meno dannoso per la salute rispetto alle sigarette tradizionali, ma altri invece tracciano un’analogia con gli argomenti lanciati al tempo dell’introduzione delle light. ” Sento la stessa retorica utilizzata con le sigarette light”, spiega al Wsj Charlotta Pissinger, esperta i salute danese, che da molti anni si batte contro l’utilizzo del tabacco. Negli anni settanta si sottolineava come le light fossero una versione salutare delle sigarette tradizionali, ma gli studi successivi hanno evidenziato come il loro impatto fosse del tutto simile. Un timore che esiste anche per quanto riguarda le sigarette elettroniche, la cui pericolosità non è ancora stata studiata a fondo alla luce della loro recente diffusione.

REGOLE EUROPEE - Gli oppositori di una stretta regolamentare evidenziano come le sigarette normali siano vendute in modo sostanzialmente libero all’interno dell’Ue, e secondo stime delle stesse autorità comunitarie 700 mila persone muoiano ogni anno per le conseguenze del tabacco. La bozza di discussione tra i ministri della salute dell’Ue, che il Wall Street Journal anticipa, prevede alcune novità. La prima è che i liquidi verranno regolamentati quando il contenuto di nicotina supereranno la concentrazione di due milligrammi per millilitro. La prima bozza prevedeva una soglia maggiore di nicotina, quattro milligrammi. Il Wsj rimarca che se questa regola fosse introdotta, le sigarette elettroniche sarebbero equiparate ai cerotti o alle gomme che aiutano a smettere di fumare. Le fonti del quotidiano finanziario sottolineano come le restrizioni alle sigarette elettroniche abbiano suscitato meno opposizione rispetto a quanto successo con le sigarette al mentolo o alle slim, il cui divieto è ancora in forte discussione.

LOBBISMO SFRENATO – Il successo delle sigarette elettroniche è stato evidenziato anche dal forte lobbismo che si sta registrando in queste settimane di dibattito a Bruxelles sul tema. Alcune aziende produttrici, come la britannica Totally Wicked, hanno assunto società di pubbliche relazioni per promuovere i loro interessi presso i parlamentari europei, cercando di convincerli a schierarsi per regole meno rigide. Una tattica utilizzata da molte altre imprese del settore, che si è sviluppata anche sui social network. Una delle parlamentari che sta guidando la discussione, la britannica Linda McAvan del Labor Party del Regno Unito, ha detto al Wsj di aver perfino ricevuto minacce telefoniche, a testimonianza dei forti interessi che la nuova normativa muove. La McAvan, come il resto dei deputati europei, appare assai più ostile all’introduzione di regole rigide, che avranno il probabile effetto di limitare la diffusione delle sigarette elettroniche. La battaglia in questo caso non riguarda solo la tutela della salute, ma anche la difesa delle casse statali. Il boom attuale delle sigarette elettroniche, se confermato nei prossimi anni, rischia di far esaurire un’inesauribile miniera di entrate fiscali, garantite dalla vendita dei pacchetti di sigarette.

 

Fonte: http://www.giornalettismo.com

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